venerdì 21 novembre 2014

Righe al Cinema: HUNGER GAMES IL CANTO DELLA RIVOLTA Parte 1

Volete sapere come riuscire a sciupare una così bella Saga letteraria che finora era stata resa in maniera eccellente anche su pellicola? Sottostare alle "regole" del guadagno facile sempre più in voga negli ultimi anni e rendere inutilmente lento e prolisso un film che sarebbe stato "fotonico" se solo non fosse stato diviso in due parti. Questa è stata infatti, secondo me, una mossa totalmente inutile e penalizzante sia dal punto di vista cinematografico, perchè fa perdere inevitabilmente la brillantezza e l'azione che avevano caratterizzato le riuscitissime precedenti pellicole, sia dal punto di vista "letterario" perchè in questo modo fa apparire noioso e "nebuloso" un libro al contrario assai serrato e avvincente. Non si capisce questa mossa della Lionsgate se non, appunto, la certezza di raddoppiare gli incassi al botteghino senza ulteriori costi aggiuntivi per la produzione. Ma, a mio modesto avviso, non so quanto possa rivelarsi vincente questa scelta a livello artistico quando, perfino una fan sfegatata come me della mitica Ghiandaia Imitatrice e di tutto ciò che gli Hunger Games rappresentano, si alza dalla poltrona delusa e un po' arrabbiata...
Come si fa infatti ad aspettare un altro anno, un altro intero anno, prima di vedere la fine di una storia lasciata in sospeso in questo modo sadico e orrendo? Come è possibile vivere momenti che rasentano la pura "noia" in una storia che nella realtà è al cardiopalma? Eppure tutto è stato riportato fedelmente al romanzo. Non c'è una cosa che si contrapponga o si aggiunga fittiziamente alla trama originale. Il vero problema è che poco più di centocinquanta pagine sono state allungate all'esasperazione; infarcite di pause riflessive e silenzi che inevitabilmente appesantiscono il fluire della narrazione ed esasperano scene e situazioni di per sè già esasperate ed esasperanti. Non ce n'era assolutamente bisogno perchè è palese la sensazione della minestra allungata. E questa non era una storia che andava diluita.
La crudeltà, l'insensatezza della guerra, la paura e l'orrore già parlavano da sole così come l'intensità interpretativa dei magistrali attori a cui non si può proprio rimproverare nulla. E il grandissimo Lawrence - il regista - sarebbe stato altrettanto bravo a realizzarlo senza questo tipo di sceneggiatura, ottenendo un film di maggior qualità e con lo stesso livello di phatos e adrenalina a cui ci aveva abituato ne La ragazza di Fuoco. Invece, ridondante e infarcito di tempi drammaticamente morti, Il Canto della Rivolta - Parte 1 sembra quasi sempre ad un passo dal decollare definitivamente senza poi mai farlo davvero perchè tutto sarà riservato alla Parte 2 che, ribadisco, no ci sarà prima di un anno intero.
Rabbia.... Sarebbe bastato un solo film. Di tre ore, magari. Ma un film soltanto.


HUNGER GAMES
Il Canto della Rivolta
Parte 1


Dopo essermi sfogata e aver parlato solo delle cose negative provo a fare un summit dei momenti belli e delle cose pregevoli che comunque - per fortuna - ci sono e non sono neanche poche.
Ovviamente è doveroso sottolineare che non sono certo un' "esperta" di cinema, perciò le mie considerazioni saranno soltanto di ordine soggettivo e si rifaranno soprattutto al mio particolare gusto e alla mia personale sensibilità. 


Questo canto, il canto dell'albero dell'impiccato, credo sia per me il momento topico del film e quello che dà davvero un senso all'intera storia di questa prima parte. Questo é il Canto della Rivolta.
La versione che ho trovato per adesso su You Tube non si avvicina neanche lontanamente alla bellezza e alla suggestione delle note cantate da Jennifer Lawrence. Vi assicuro che, oltre a commuovere, fanno scattare qualcosa dentro e racchiudono una moltitudine di significati, pensieri, riflessioni, azioni e reazioni... Tutto si concentra e ruota attorno alla sua voce, alle sue parole e a quello che lei rappresenta.
E, in questo momento più che mai, ci si rende conto di tutta la potenza del suo ruolo che , volente o nolente, le appartiene fin dai primi giochi e che la caratterizza. Lei è la Ghiandaia imitatrice.
L'ispirazione, il modello, lo sprone per la popolazione.
Il volto della rivoluzione. 
Suo malgrado si è trovata ad esserlo. Non l'avrebbe mai immaginato; non l'avrebbe mai voluto. Ma se è vero che ad ogni azione corrisponde una reazione, la sua reazione è stata la lotta. Perchè la gente è stanca. Ci sono troppe ingiustizie. Troppa gratuita e ingiustificata sofferenza contro cui ribellarsi.
Lotterà perchè Peeta non è più accanto a lei...
E' nelle mani di Capitol City, del Presidente Snow: un ostaggio tra le sue grinfie da usare contro di lei perchè è il mezzo più importante per colpirla e farle del male.
E poco importa se per distruggere la Ghiandai Imitatrice verranno rasi al suolo distretti, villaggi, ospedali. Nulla importa se a morire saranno malati, vecchi, donne, bambini, innocenti.
Perchè chiunque dimostrerà affinità o contatti con la ragazza dalla lunga treccia dovrà morire.

Ma la Rivoluzione non può morire.
Ormai la scintilla è scoppiata e l'incendio divampato.
E se i distretti dovranno bruciare Capitol City brucerà con loro.

C'è molta meno azione, come ho accennato sopra, rispetto ai precedenti film e questo non soltanto per l'attenzione rivolta agli aspetti emotivi e psicologici ma anche perché il grosso della preparazione della "strategia" di guerra viene fatto "al buio", nelle viscere della terra. Il Distretto 13 infatti è una tecnologicamente avanzata fortezza militare interamente costruita nel sottosuolo. Non ci sono quasi affatto colpi di scena, altra cosa che contribuisce ulteriormente a rallentare e appesantire la visione. Ma c'è di bello che le scenografie e le ambientazioni - in tutta la loro devastazione, povertà e desolazione - sono spettacolari e altamente impattanti. Per non parlare delle scene nella natura...
E qui ritorniamo nuovamente alla canzone dell'albero dell'impiccato che si svolge proprio ai bordi di un fiume in mezzo ad una vegetazione rigogliosa ed incontaminata.

Due scene sono state da pelle d'oca per me, sopra a tante altre: Quando il popolo canta in coro la canzone di Katniss perchè si coglie tutta la potenza della sua ispirazione e quanto sia massiccio e compatto il gruppo dei ribelli, disposti a tutto, per portare avanti il loro legittimo ideale.
E poi la scena claustrofobica del bombardamento dell'ospedale, dopo il quale Katniss abbatte ogni qualsiasi residuo di remora e di barriera e parla al popolo col cuore in mano e finalmente minaccia apertamente il Presidente Snow.

Una figura molto bella (in tutti i sensi, visto che è un figo da paura..!!) è quella di Finnik.
Adoro Elizabeth Banks nei panni di Effie Trinket e ritrovarla senza trucco nè parrucche, in questa nuova versione di sostegno e amicizia, intenerisce molto e riesce a strappare quei due o tre sorrisi che aiutano a stemperare un po' l'atmosfera. Abbastanza pallida la figura di Haymitch che in questa parte compare assai poco, ma che fa sempre piacere vedere. Gale - che non mi è mai stato gran che simpatico - fa abbastanza tenerezza per la devozione e lo spirito di sacrificio nei confronti di Katniss e della causa, tanto da andare a rischiare in prima persona nella missione di salvataggio di Peeta e degli altri vincitori: Johanna e Annie.
Donald Sutherland è semplicemente... odioso. Davvero bravo l'attore a suscitare nei suoi confronti un odio autentico e viscerale nello spettatore anche più di quanto sia riuscita a fare la Collins che, credetemi, per riuscirci si era davvero impegnata parecchio...

Jennifer Lawrence è semplicemente divina. Lei è Katniss Everdeen. La sua interpretazione è magistrale e anche gli altri grandi attori del calibro di Julianne Moore, Stanley Tucci, e il compianto Philip Seymour Hoffman impreziosiscono la pellicola e la rendono comunque degna e di alta qualità (sceneggiatura a parte). Un plauso particolare anche al bravissimo Josh Hutcherson che mi ha emozionata e commossa in ogni sua apparizione.

E' una nuova "guerra mediatica" quella a cui assisteremo in questa prima parte degli Hunger Games, dove verranno nuovamente strumentalizzati la paura, il dolore e la sofferenza ma per fini totalmente diversi: la manipolazione.
Peccato che, ovviamente, tutto finisce sul più bello, si fa per dire perchè Peeta è stato liberato ma non è più in sè e fa davvero paura.... (una mossa un po' troppo alla Twilight Breaking Down per i miei gusti e un' aspetto in più che rende questa pellicola in un certo senso molto più teen delle precedenti).
Non ci resta che aspettare 365 giorni prima di sapere come andranno a finire le cose... A meno che non leggiate il libro (qualora non lo aveste già fatto) che, in questo caso, è davvero molto meglio!!!





LA FIGLIA DEL NORD Edith Pattou Anteprima

E' già qualche tempo che tengo d'occhio questa uscita, e passeggiando nel web, ho scoperto che l'autrice si è ispirata alla fiaba norvegese A est del sole e a occidente della luna di  Asbjørnsen e Moe (noti anche come I Grimm di Norvegia). Ora il vasto mondo delle fiabe è qualcosa di davvero affascinante, così cercando, cercando, ho appreso che molte fiabe della tradizione popolare, sono tutte probabilmente riconducibili alla fiaba di Eros e Psiche. Leggendo la trama di questo romanzo, è inevitabile non pensare alla fiaba de La Bella e la Bestia, e a tutte quelle fiabe che si basano sul tema "alla ricerca dello sposo perduto" (qui potrete trovare un elenco di fiabe europee basate su questo tema), dove la trama gira prepotentemente intorno al misterioso fenomeno del marito, animale di giorno, e uomo di notte. Inutile dire che questo romanzo sarà assolutamente ospite della mia libreria... quella dedicata alla nuova generazione. La cover poi, è bellissima!!!

RIZZOLI BEST

DAL 26 NOVEMBRE IN LIBRERIA
E SUGLI STORE ONLINE

LA FIGLIA DEL NORD
Edith Pattou

Collana: Rizzoli Best
Genere: Narrativa per 
Pagine: 346
Prezzo: 16.90
Ebook: 9.99
ISBN: 9788817077118


Trama

Ebba Rose, sostiene sua madre Eugenia, è nata rivolta a Est. Ma invece di essere mansueta e diligente come i bambini nati verso oriente, si rivela fin da subito irrequieta e curiosa: una vera figlia del Nord.
All’età di cinque anni, un orso bianco le salva la vita, ripescandola da un lago. É lo stesso strano orso parlante che, dieci anni dopo, si presenta alla porta della fattoria in cui Rose vive insieme ai genitori con una proposta: se lei accetterà di seguirlo, la sua famiglia ritroverà la prosperità perduta e la sorellina Sara guarirà dalla terribile malattia che la affligge.
Così Rose parte per un lungo viaggio che la porta lontano, oltre il mare, fino a un castello scavato in una montagna. Là trascorre lente giornate in compagnia dell’orso bianco, e si abitua alla sua presenza gentile e alla sua voce. Ma qualcuno ogni notte si sdraia nel letto accanto a lei e si dilegua prima dell’alba. Vinta dalla curiosità, Rose accende una luce,
un gesto che avrà conseguenze inaudite.
L’avventura è solo all’inizio, tra incantesimi, viaggi e sotterfugi.


L'autrice



Edith Pattou è l'autrice di Fantasma , un romanzo contemporaneo young adult , scritto in versi liberi . Ha anche scritto tre premiati romanzi fantasy sempre young adult:  East (La figlia del Nord -Rizzoli), una rivisitazione della fiaba popolare norvegese " A est del sole e a occidente della luna ", e i primi due romanzi della serie Le canzoni di Eirren , Canto degli Eroi e Fire Arrow .  E' anche l'autrice del libro illustrato La signora Spitzer Garden, entrato nella classifica del New York Times
Edith è nata a Evanston , Illinois . Cresciuta a Winnetka , è cresciuta nella città di Chicago, dove ha frequentato la Francis W. Parker School. Ha completato i suoi studi in lettere al Scripps College di Claremont , California, dove ha vinto il Crombie Allen Award per la scrittura creativa . In seguito ha completato un Master in letteratura inglese alla Claremont Graduate School , seguita da un Master di biblioteconomia e scienze dell'informazione presso la UCLA .
Ha lavorato per un'associazione medica , una boutique di abbigliamento , uno studio di registrazione , la Fondazione Playboy , una stazione televisiva pubblica , una biblioteca scolastica , due bibliotechepubbliche , due agenzie di pubblicità , e due librerie .
Ha vissuto a Chicago , Los Angeles , Denver , Durham , NC , Cambridge, Inghilterra , Stoccolma, Svezia , e attualmente risiede con il marito Charles , a Columbus , Ohio .


A QUESTO LINK POTETE LEGGERE L'INTERA FIABA
"A est del sole e a occidente della luna"

RUBRICA SEGNA(LA)LIBRO TRICOLORE #25

Wow, è già venerdì! Volata anche questa settimana. Allora vediamo cosa ci propone il vasto panorama self tricolore! In questa puntata spaziamo tra generi diversi. Dal romance all'erotico, dal Thriller all'Urban fantasy. Una carrellata di romanzi di recente pubblicazione.


RUBRICA SEGNA(LA)LIBRO TRICOLORE



Titolo: Destini
Autore: Anna Maria Palmieri
Genere: Urban fantasy
Editore: Edizioni R.E.I
Pagine: 396
Prezzo: 4.99
Trama:  Ivy è una ragazza un po’ speciale, a volte fa dei sogni strani che al suo risveglio le lasciano tracce evidenti sul corpo. Nonostante ciò, conduce una vita normalissima, divisa fra le sue due inseparabili amiche - Annie e Charlotte – lo studio, la pittura e la musica. 
Fino a quando a scuola non arriva un nuovo studente, Ian. 
Da quel momento l’esistenza della ragazza è destinata a cambiare, un’aura di mistero circonda il nuovo arrivato. Frequentarlo significherà per Ivy accedere a una nuova dimensione, fatta di strane coincidenze, eventi inspiegabili e presenze inquietanti. 
In questo incalzante succedersi dei fatti, l’amore che nel frattempo nasce tra i due ragazzi, impetuoso come un mare in tempesta, non sembra destinato a essere appagato. 
Qualcosa o qualcuno gli si oppone con feroce determinazione. 
E se non si trattasse di creature umane? 







Titolo: 2517
Autore: Anna Maria Palmieri
Genere: Distopico
Editore: Edizioni R.E.I.
Pagine: 291
Prezzo: 4.99
Trama: Elisa è cresciuta sentendosi ripetere che è l’esperimento perfetto, da proteggere a qualsiasi costo.
E’ la più piccola dei dieci ragazzi, tutti dotati di speciali capacità, creati in seguito a un ambizioso progetto di ingegneria genetica, gli JX1000.
Nello svolgere il proprio dovere per garantire la giustizia intergalattica su Geo 2, pianeta sul quale vive, si ritroverà a faticare per farsi accettare dai suoi compagni e a soffrire le pene di cuore per uno di essi, Alexander, il comandante in capo, che pur garantendole il suo supporto e la sua protezione, si rifiuta di legarsi a lei sentimentalmente.
Ma le vicende sentimentali di Elisa e degli altri JX1000, in effetti, sono solo un elemento quasi marginale nel caleidoscopio di viaggi nel tempo e di incontri dei nostri super ragazzi con alcuni dei personaggi che hanno fatto la storia, e i numerosi scontri con il temibile Trako, orribile ed efferato ibrido, animato dall’insano desiderio di sterminare l’umanità, rea di averlo abbandonato al suo sventurato destino di creatura mutante.
Gli JX1000 dovranno combattere contro Trako e i suoi Vidron, ma anche per trovare la loro vera strada.
Riuscirà Elisa a contrastare il più spietato nemico della sua epoca e a far breccia nell’apparentemente impenetrabile corazza di Alex?



 Titolo: I custodi della Lacrima. Rivelazione
Autore: Simone Lari
Genere: Urban fantasy
Editore: SELF
Pagine: 234
Prezzo: 2.99
Trama: Un patto che non deve essere spezzato. 
Una pietra che non deve essere ritrovata. 
Un equilibro da preservare. 
L’eliminazione di un vampiro Anziano e il ritorno a Persepolis di un vecchio cacciatore, nel giorno in cui una forza sconosciuta si rivelerà. 
Nina, Jude e Angelique si troveranno catapultate in un mondo che non pensavano potesse essere reale, un mondo popolato da vampiri e cacciatori, in lotta nell’ombra dei Custodi della Lacrima. 
I Custodi della Lacrima 
Volume 1 - Rivelazione (Disponibile anche in Francese e Tedesco)
Volume 2 - Conflitto
Volume 3 - Destino (Estate 2015, volume conclusivo della serie)




Titolo: I custodi della Lacrima. Conflitto
Autore: Simone Lari
Genere: Urban fantasy
Editore: SELF
Pagine: 202
Prezzo: 2.99
Trama:  Un patto è stato rotto. L’equilibrio vacilla. Una pietra verrà presto recuperata. L’iniziazione di Nina con il passaggio del Simbolo, nella notte in cui una nuova fazione e un antico demone si paleseranno e le vecchie profezie verranno rivelate. Il Conflitto tra le fazioni divamperà e ognuno dovrà scegliere come schierarsi. La vera natura e le reali intenzioni dei Custodi della Lacrima verranno palesate e messe alla prova.



Titolo: Land Grabbing
Autore: Luca Bortone
Genere: Thriller
Editore: Kymaera edizioni
Pagine: 248
Prezzo: 3.99
Trama:  L'integerrimo ispettore di polizia Diego Anastasi indaga sul brutale omicidio di un tecnico informatico. Grazie all'aiuto dell'agente speciale Giulia Ferri, una donna dal passato difficile e poco incline al rispetto delle regole, troverà collegamenti con il presunto suicidio di una studentessa fino a scovare un terribile progetto di land grabbing. L'ispettore non può immaginare che questo caso gli stravolgerà la vita, mettendo in crisi tutto ciò in cui crede e portandolo più volte a rischiare la vita.
Un thriller crudo, che esplora il labile confine dell'integrità morale, spesso piegato dal dolore e dalla sete di vendetta, scavando nelle profondità dei sentimenti umani fino ai dubbi e alle domande più difficili da approfondire.



Titolo: Ogni tuo desiderio è un ordine, Bastardo
Autore: Victory Storm
Genere: Romance
Editore: Elister Edizioni
Pagine: 301
Prezzo: 4.99
Trama: Secondo Candice, sua sorella Olivia è ambiziosa e testarda, spinta dal desiderio di diventare un’Event Manager di successo. Tuttavia sa essere anche dolce, ma per arrivare a quella dolcezza, bisogna prima trivellare a fondo quella corazza di irascibilità e spavalderia che la rende un po’ pericolosa da maneggiare. In quanto sua sorella, Candice le vuole bene, anche se la preferisce a distanza di sicurezza quando frequenta un ragazzo perché Olivia sa essere più efficace di una cintura di castità, quando vuole.
In sua difesa, Olivia può solo dire che il fine giustifica i mezzi e che bisogna lottare per ciò che si vuole e per non lasciarsi mettere i piedi in testa da qualche bastardo arrogante che osa comandarla.
Secondo Devon Pierson, Olivia è una stronza che ha osato umiliarlo al loro primo incontro e per questo deve pagare. La vuole piegare al suo volere, senza farsi trascinare dall’attrazione che prova per lei.
Cosa succederà quindi quando Olivia prenderà il posto di cameriera della sorella a casa Pierson per un mese intero? Chi la dura, la vince… e Olivia e Devon intendono vincere anche se questo significa giocare sporco, perché in guerra e in amore non ci sono regole!
Che la guerra (o l’amore) abbia inizio!




Titolo: Darkness and Hope
Autore: Angela Volpe
Genere:  Fantasy contemporaneo
Editore: Edizioni creativa
Pagine:  243
Prezzo: 12.00
Trama: Darkness and Hope è un romanzo fantasy ambientato in epoca contemporanea negli Stati Uniti nord occidentali. La storia è narrata in prima persona dalla protagonista, Aura, una ragazza italiana che vive una tragica esperienza nell'adolescenza: una sera, rincasando con l'amica d'infanzia, viene aggredita da una creatura oscura dalle sembianze umane. Aura sopravvive grazie all'intervento di uno sconosciuto, mentre l'amica rimane brutalmente uccisa. Segnata dal lutto, si trasferisce in California con la persona che le ha salvato la vita, un professore che diventa il suo mentore e le tramanda tutto il suo sapere, rivelandole tutto quello che sa sull'esistenza di esseri diabolici che si nascondono tra gli umani e insegnandole a combatterli. Dieci anni più tardi il professore muore e la ragazza si ritrova completamente sola. Travolta da un groviglio di sentimenti di rabbia e amarezza, parte per un viaggio senza meta spostandosi dalla costa californiana verso l'interno del continente. Il destino la bloccherà in una tavola calda di un paese poco abitato, dove incontrerà temibili nemici e inaspettati amici e i nuovi legami che allaccerà ribalteranno le sue certezze e scongeleranno il suo cuore.





Titolo: Il dono della felicità
Autore: Sara Purpura
Genere: Romance
Editore: SELF
Pagine: 176
Prezzo: 1.19
Trama: Lucy ha davanti a sé un futuro radioso come socio del prestigioso studio legale fondato dal padre. Derek vive nell’oscurità e nella rabbia, da quando quest'ultimo l’ha privato degli affetti più cari. Ferire Lucy gli appare la giusta vendetta nei confronti dell’uomo che gli ha distrutto la vita. Con il proposito di esorcizzare il passato e trovare pace, il suo intento sarà avvicinarla e portare a termine il suo piano. A volte, però, tutto può accadere. Può succedere che un risentimento e un'idea di vendetta, si annullino di fronte al prodigio dell'amore e, che l'arroganza di un uomo s’inchini al volere della coscienza. Può succedere, infine, che due anime s’incontrino ignorando di essere predestinate da una vita e cedano al richiamo della passione. Nessun piano può essere seguito alla lettera se a sconvolgerlo è il cuore. Una storia che vi farà credere ancora nella magia dell'amore e nel miracolo più grande che esso possa compiere. 



Titolo: Charming Devil
Autore: I.M. Another
Genere: Erotico
Editore: SELF
Pagine: 407
Prezzo: 1.84 (cartaceo 11.47)
Trama:  «Emily, io sono solo un host. Non posso risolvere nessuno dei tuoi problemi. Però posso lenire la tua solitudine, farti sentire meno dolore, almeno per un’ora. Ti basta chiederlo.» Emily aveva bisogno di soldi, e in fretta. Per questo, in un attimo di disperazione, ha deciso di vendersi a uno sconosciuto per qualche ora. La ferita nel suo orgoglio inizia a bruciare, e la coscienza non accenna a darle pace. Alla ricerca di un rifugio, varca la soglia del Charming Devil, un locale fuori dal comune, gestito da un eccentrico e sadico proprietario. A prima vista, si direbbe solo un bar un po’ troppo lussuoso, ma in realtà, il Charming Devil è un Host Club: un luogo in cui degli uomini bellissimi vendono la propria compagnia a prezzi esorbitanti. Castiel è un host, e lo fa ogni giorno, con orgoglio e presunzione. Per lui, è semplicemente normale offrirsi a chiunque possa permettersi di comprarlo. Emily, insicura e sola, diventa presto il suo passatempo preferito, e finisce trascinata in una relazione fatta di sesso, ossessione e dipendenza. Di fronte a una realtà tanto distorta, nuovi dubbi si insinuano nella sua mente. È davvero così sbagliato vendersi in cambio di denaro? Forse è una storia d’amore, forse è solo una storia di attrazione fisica. Non si assomigliano, ma nessuno dei due può fare a meno dell’altro. Lui è la notte, lei è la sua luna. Soltanto sua.

HUNGER GAMES IL CANTO DELLA RIVOLTA recensione

Siamo arrivati allo straziante epilogo di una delle più eccellenti Saghe distopiche in circolazione: Il canto della rivolta. Già il titolo (italiano) ci suggerisce cosa ci aspetterà in questa lettura, ovvero il concretizzarsi di una rivolta che era fermentata e sviluppatasi dapprima in sordina e poi sempre più prepotente fra la popolazione dei dodici distretti, ma non ci prepara alle intense e devastanti emozioni di cui saremo in balia! Se i precedenti due romanzi sono stati spettacolari e scioccanti, questo lascia basiti e in preda ad una sensazione di vuoto e dolore, in cui il lettore si trova a dover dare un nuovo volto e un senso alla speranza e domandarsi se, quando tutto intorno è complotto arrivismo incubo e devastazione, possa ancora bastare per vivere una vita degna di essere vissuta. La riposta forse può essere diversa per ognuno di noi, ma la mia è senza dubbio molto simile a quella di Katniss: l'amore; il bene. Perchè se si può fare affidamento su questo, anche pur solo per brevi momenti, si possono superare anche gli orrori. 




HUNGER GAMES
IL CANTO DELLA RIVOLTA
di Suzanne Collins


editore: Mondadori
genere: Distopico YA
pagine: 
prezzo:
Rilegato
eBook:
( 3° libro Serie "Hunger Games" )

Trama



Opinione di Nippi

Arrivati al terzo e conclusivo libro della splendida trilogia degli "Hunger Games", posso sbilanciarmi nel dire che, insieme al primo, è il mio preferito.
Superato il timore iniziale di un decadimento della storia, dopo una manciata di pagine sono rientrata nell'arena insieme a tutti i protagonisti, piena di entusiasmo e di adrenalina, pronta a combattere l'ultima e più importante battaglia con la nostra eroina Katniss.
Ma, come dovevo immaginare, la Collins mi ha spiazzato di nuovo con i suoi capovolgimenti e sorprese ad effetto, lasciandomi impreparata e stupita al tempo stesso.
E queste sorprese si sono protratte per tutte le sue pagine, dall'inizio alla fine, lasciandomi vincitrice e perdente.
Troppe perdite strazianti, troppi perfidi inganni, troppe lacrime.. Una storia del genere te la porti dietro inevitabilmente per tanto tempo, e ogni volta che ne risentirò parlare, si risveglieranno tutte le emozioni.
Emozioni che sono difficili da spiegare, si deve leggere tra le righe per poter capire fino in fondo.
Katniss dovrà affrontare una rivolta e portarne il peso del suo inizio. Per questo sarà amata e venerata, perché gli abitanti dei distretti vedranno in lei la speranza della libertà.. Al tempo stesso sarà altrettanto odiata e temuta, perché lei è il fattore scatenante, quello più pericoloso e di conseguenza, il bersaglio da colpire in maniera non diretta ma distruggendola piano piano attraverso anche, e soprattutto, i suoi cari.
Elogio a questa scrittrice che ha saputo regalarci tre capolavori, e che proprio nell'ultimo, ha reso prezioso ogni istante, ogni battito di cuore. Emozionante, crudo, cattivo, spietato, ma altrettanto intriso d'amore e compassione, è sicuramente il più potente dei tre libri.
Bellissimo...

Opinione di Sangueblu

Quello di cui ho bisogno è il dente di leone che fiorisce a primavera.
Il giallo brillante che significa rinascita anziché distruzione.
La promessa di una vita che continua,
per quanto gravi siano le perdite che abbiamo subito.
Di una vita che possa essere ancora bella.

Davvero allucinante, se mi permettete il termine, questo conclusivo volume della "eccellente" trilogia. Non c'è respiro. Non c'è illusione. Non c'è spiraglio.
Si precipita in un vortice di dolore e di sofferenza sempre più profondo, dove sembra quasi impossibile trovare anche solo un piccolo spiraglio di luce, se non fosse per le ultime righe dell'epilogo, semplicemente perfetto, dove le lacrime che scendono hanno comunque un gusto dolceamaro. Molto diverso questo libro dai precedenti; non più incentrato sulla lotta tra i concorrenti ma sulla lotta dei cittadini. L'Arena, stavolta, si è trasferita direttamente nei distretti i cui abitanti, stimolati dalle imprese di Katniss e stanchi delle ingiustizie e dei soprusi di Capitol City, hanno deciso finalmente di ribellarsi.
La Rivoluzione ha il volto di Katniss Everdeen. La Ragazza di Fuoco che, come una scintilla, ha dato vita ad un'incendio in grado di distruggere Panem. Anche se lei non lo sapeva... e soprattutto non lo voleva... Non si sarebbe mai immaginata di essere la Ghiandaia Imitatrice.
Troppo dolore, troppa paura, troppa sofferenza che non la lasciano neanche più dormire tranquilla. Vorrebbe essere soltanto lasciata in "pace", per quel po' che è possibile per una ragazza di diciassette anni che ha passato l'inferno ed è continuamente assalita da incubi e che ha perso la persona più cara, di cui non sa assolutamente più nulla....
Una persona che sarà usata come pedina per sfruttare il suo dolore da una parte, e la sua "missione" dall'altra.
Una vera e propria "organizzazione" sovversiva formata dallo lo stratega Plutarch, Beetee, Finnik, Haimych, suo malgrado anche dalla non più infiocchettata Effie Trinkett, e soprattutto da Alma Coin la presidentessa del 13° distretto che nonostante quello che tutti credevano, è riuscito a sopravvivere in questi settantacinque anni crendo una ben organizzata società militare nascosta nelle viscere della terra, pronta ad aspettare il momento giusto per sferrare l'attacco a Capitol City e al regime del Presidente Snow.
Adesso quell'occasione è arrivata e proprio Katniss ne deve diventare il baluardo.
E' lei la pedina, mossa sapientemente da questo gruppo "politico" (oserei dire), per far leva sul popolo e trascinarlo più apertamente e ancor più diffusamente nella rivolta. Deve essere la Mockingjay; la Ghiandaia Imitatrice per spronare il popolo e continuare a infiammarlo, guidandolo alla conquista della libertà. E per far ciò dovrà essere, di nuovo, "in onda".
Ed ecco il più importante filo conduttore concettuale della trilogia che di nuovo si ripete, anche se nella nuova forma della propaganda, ossia quello delle telecamere. Il moderno e quanto mai attuale uso/abuso del reality, mettendo in piazza i  sentimenti alla mercè di tutti e la loro strumentalizzazione. Due cose la spingeranno ad accettare, nonostante il suo istantaneo e legittimo rifiuto: la promessa della liberazione di Peeta e degli altri ostaggi vincitori ( Johanna e Anna ) e la rabbia contro Snow e la sua sconfinata crudeltà che non esiterà ad ricorrere ai più spregevoli e crudeli mezzi pur di piegarla, spaventarla, ferirla e soffocare la Rivoluzione. Katniss non potrà restare indifferente all'urlo di dolore che la guerra porta con sè.

La lettura non sarà una passeggiata.
Dall'inzio alla fine si susseguono scene di alto impatto sia visivo che emotivo.
La libertà si sa, ha sempre un prezzo molto alto: il sangue di tanti innocenti e le lacrime dei sopravvissuti. E anche noi lettori ci ritroveremo a piangere la perdita di tanti - anche inaspettati - personaggi amati.

L'attenzione è rivolta sempre più all'aspetto etico e morale delle azioni e della natura umana. Tante domande a cui provare a dare una risposta: quale prezzo siamo disposti a pagare per essere liberi; se esiste una strada "giusta" per portare a termine i propri obbiettivi; cosa siamo disposti a sacrificare per raggiungere uno scopo. La rivolta si rivelerà infatti un'arma a doppio taglio: un'occasione di rinnovamento e rinascita ma anche una nuova lotta per il potere. Cosa che Katniss imparerà a spese sue e dei suoi cari.

In questo libro conclusivo si tireranno anche le somme del rapporto della protagonista con Gale e Peeta. Katniss capirà nuove cose, imparerà a guardarli da una giusta prospettiva scoprendo il primo totalmente immerso e impegnato nella lotta e l'altro distrutto in un milione di piccoli pezzi da rimettere insieme e troverà il modo di ascoltare il suo cuore.

Un libro stupendo come lo è l'intera trilogia.
Il Canto della Rivolta è la storia di una lotta epica e cruenta, ma anche la storia di due ragazzi che nonostante tutto scelgono di continuare a sperare e di cercare di costruire un mondo nuovo, fatto di valori semplici, a piccoli passi fatti per mano.

Vi strapperà il cuore.

Vi lasciamo anche i link
ai precedenti speciali dedicati alla saga
che ne analizzano i vari aspetti.
Se siete curiosi di approfondire
le vostre conoscenze sul
mondo distopico creato da
Suzanne Collins
potete cliccare sui post sottostanti





A domani con 
IL CANTO DELLA RIVOLTA  (1a Parte)  il film

giovedì 20 novembre 2014

HO LASCIATO ENTRARE LA TEMPESTA Hannah Kent Recensione

"Dicono che debbo morire. Dicono che ho sottratto il respiro agli uomini, e che adesso debbo subire la stessa sorte. E allora immagino che siamo tutti come fiammelle di candele accese, sctintillanti, tremule nell'oscurità, e poi immagino l'ululato del vento, e nel silenzio della stanza sento dei passi, passi che si avvicinano minacciosi, che vengono a soffiare su di  me e a ridurre la mia vita a un refolo di fumo grigio."

L'intensità di questo romanzo penetra l'animo umano come il ghiaccio tra le ciglia... rimanendo prigioniero dei ricordi.
Era da tanto, tantissimo tempo che non mi immergevo fisicamente in un romanzo, che non mi estraniavo totalmente dalla realtà per essere catapultata in una terra povera e inospitale, e pur tuttavia così bella e struggente da diventare una trappola mortale per chi ci visse quasi due secoli or sono. Un romanzo basato sulla triste storia di Agnes Magnúsdóttir , l'ultima donna decapitata in Islanda per aver commesso un omicidio. Hannah Kent ricostruisce non solo la triste e breve vita di questa donna accusata di molti reati, ma anche la misera esistenza di tutti gli islandesi che cercarono di sopravvivere al lunghi e gelidi inverni, alla fame, alle malattie e alla povertà. Uno spaccato di inizio ottocento che penetra nell'immaginario, come il freddo della tundra nelle ossa. Una giovane donna provata dagli eventi e dal dolore, privata dell'amore di una famiglia, alla ricerca di un posto nel mondo e nel cuore di un uomo. La sua unica colpa? Aver voluto amare ed essere corrisposta. Una delle letture più belle, tristi ma intense e indimenticabili, degli ultimi anni.
Un romanzo d'esordio che colpisce per la vividezza dei particolari, delle descrizioni e delle emozioni, un elogio alla figura femminile, al coraggio e all'amore nelle sue più intense manifestazioni.


PIEMME

"Così era la mia vita: 
immersa fino ai gomiti nel succo delle cose,
lavorando verso una dignitosa sopravvivenza".


HO LASCIATO ENTRARE LA TEMPESTA
Hannah Kent

Traduzione di:
Editore: Piemme
Collana: Narrativa
Pagine: 350
Prezzo: 17.50



Trama

Strega, seduttrice, colpevole, assassina: Agnes Magnúsdóttir è accusata di molte cose. Perché nell’Islanda dell’Ottocento – immersa nella nebbia come in mille superstizioni – lei, con la sua bellezza, il suo animo ribelle, la sua intelligenza troppo vivace, è diversa da tutte. Diversa anche per l’uomo che si è scelta: Natan Ketilsson, un uomo più vicino ai diavoli dell’inferno che agli angeli del paradiso, come mormorano nel villaggio, capace di risuscitare i morti con pozioni a base di erbe conosciute solo da lui. E ora che Natan è morto, ucciso da diciotto coltellate, il villaggio decide che la colpevole dell’efferato omicidio non può che essere lei, Agnes. La donna che lo amava. E mentre, ormai condannata, attende la morte per decapitazione, Agnes racconta la sua versione della storia alle uniche persone amiche che il destino le concede nei suoi ultimi giorni: la moglie del suo carceriere, e un giovane e inesperto confessore. E anche se la morte sarà la fine inevitabile, per Agnes la vita continua altrove: nei pensieri, nei sogni, nelle storie che ha letto, e nell’amore per Natan. Le cose che appartengono soltanto a lei, e che nessuno potrà toglierle.

Opinione di foschia75

L'idea che questo romanzo sarà trasposto per la seconda volta in film non mi meraviglia affatto, perchè le descrizioni di Hannah Kent sono davvero meritevoli di rimanere impresse su pellicola come le sue righe nell'immaginario del lettore. Un romanzo che diventa documentario, descrivendo magistralmente il clima, l'ambiente e le usanze della terra d'Islanda di quasi duecento anni fa. Quando per sopravvivere al gelido e buio inverno, i contadini e pastori bruciavano il letame nelle piccolissime baracche costruite con la torba e perciò soggette all'implacabile umidità che si riversava inesorabilmente sulla salute degli abitanti. La povertà, la fame, la superstizione agro pastorale, l'infima considerazione della donna, davano adito a dubbi, paure e dicerie che poco avevano da condividere con gli aspetti religiosi. 
Il romanzo ha inizio dalla proclamazione della condanna a morte di Agnes Magnúsdóttir, fino al suo ultimo giorno di vita. Durante questo lasso di tempo, la sua storia si presenterà al lettore sotto forma di confessione spirituale, prima con il padre confessore inviato dall'intendente reale, poi dalla donna incaricata, con tutta la famiglia, di tenerla in custodia fino al giorno dell'esecuzione, in cambio di una somma di denaro, che a quei tempi avrebbe convinto chiunque di tenere in casa un reo accusato di omicidio. Agnes è stata accusata di aver ucciso senza pietà, il suo padrone e amante Nathan Ketilsson. Verrà giustiziata secondo le leggi in vigore in quegli anni. La sua è una storia vera, Agnes è stata l'ultima donna soggetta alla pena capitale in Islanda. Grazie alle certosine ricerche della giovane Hannah Kent, la sua triste esistenza è tornata dal passato, dandoci un'immagine di Agnes intensa e struggente, il profilo di una donna dall'infanzia triste e difficile, privata di una vera famiglia, senza una figura paterna e una madre che l'abbandonò ancora piccola. Divenne così una vagabonda e poi una serva, sempre in cammino da un lavoro duro ad un altro, da una fattoria alla successiva, fino al suo arrivo a Illugastadir, la fattoria di proprietà del suo nuovo padrone e poi amante Nathan, un uomo molto carismatico e affascinante, ritenuto da molti uno stregone per le sue abilità nel campo erboristico, fatto che porterà molti, poveri e ignoranti, a considerare Agnes una strega, una donna di facili costumi, una traditrice. Non si fa fatica a capire dalla narrazione il nullo grado di istruzione della popolazione, il dilagare della superstizione, e il maschilismo che fa della donna una serva e un oggetto del desiderio e della depravazione degli uomini. Insomma ciò che colpisce di questo magistrale romanzo d'esordio, sono la ricostruzione storica, la condizione socio-culturale della popolazione e le emozioni vivide che si riverberano intensamente sul lettore. 
Agnes è giovane. vulnerabile davanti a ciò a cui inesorabilmente è destinata: la morte. Ma nonostante sia stata condannata senza potersi in alcun modo difendere, neanche con un processo equo, l'intendente reale decide di inviare un confessore che la faccia tornare sui suoi passi e pentirsi ad un passo dalla gogna. Il suo padre confessore, otterrà una confessione, attraverso i ricordi di Agnes, senza riuscire a redimerla, conoscerà tutte le sofferenze, il dolore e il senso di perdita che le hanno fatto compagnia nei suoi primi trent'anni di vita. Dal suo racconto, viene fuori il profilo di una donna forte e vulnerabile allo stesso tempo. Forte perchè indurita dai dispiaceri e dall'abbandono delle persone a lei più care, ma vulnerabile perchè vittima dell'amore in tutte le sue più intense manifestazioni. L'amore di una figlia verso una madre che non l'ha mai ricambiata, quello verso i fratellastri, e infine quello per l'unico uomo che abbia amato. Non posso dirvi di più sul suo rapporto con Nathan Ketilsson, perchè vi rovinerei l'aspettativa, perché anche su questa parte della storia ci sarebbe tanto da dire, come ci sarebbe tanto da dire sugli altri personaggi chiave presenti la notte in cui accadde ciò di cui Agnes è accusata. Qualche riga va giustamente spesa per parlarvi della famiglia che terrà sotto custodia Agnes gli ultimi mesi della sua vita. Una famiglia di pastori, povera ma unita, che suo malgrado dovrà sottostare all'ordine del'intendente reale. Margret, moglie e madre, la cui considerazione verso Agnes subirà un'evoluzione inaspettata; Jon il capofamiglia, un uomo taciturno spesso assente per via del suo lavoro, e le loro due figlie. Una convivenza forzata che porterà a galla l'animo dei componenti, le loro emozioni e i loro limiti. E infine il rapporto particolare con il suo confessore, che chiaramente cambierà entrambi. 
Questa storia è tra le più belle e struggenti che abbia letto negli ultimi anni. Un baule di emozioni, un docu-romanzo dove, panorami mozzafiato e ricostruzione storica davvero magistrale, coinvolgono totalmente il lettore, dove le emozioni dei personaggi entrano sottopelle senza riserve.
Non potete perdervi questo toccante romanzo... assolutamente no! Se poi vi dicessi che nel 2015 dovrebbe essere trasposto in film con protagonista la splendida e bravissima Jennifer Lawrence, avete un motivo in più per leggerlo.




L'autrice



Giovanissima autrice australiana (1985), ha esordito con Ho lasciato entrare la tempesta nel 2013, lasciando stupefatta la critica e incantando il pubblico dei molti paesi in cui il romanzo è stato finora tradotto. L’ispirazione per il romanzo è nata durante un periodo di studio in Islanda, dove per la prima volta ha sentito la storia di Agnes Magnúsdóttir – l’ultima donna a essere stata condannata a morte sull’isola – e se n’è innamorata. Ho lasciato entrare la tempesta ha vinto l’Indie Award, il premio dei librai indipendenti australiani, come miglior debutto dell’anno. Inoltre è stato finalista al Guardian First Book Award e al Baileys Women’s Prize.


A questo link trovate l'intervista molto interessante
do IoDonna a Hannah Kent:

http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2014/hannah-kent-scrittrice-5022347435.shtml


A questo link trovate immagini e un trailer del film Agnes del 1996:

IL REGALO PIU' GRANDE Jenny Hale Doppia Recensione

Immaginate di essere dentro una calda casetta, immersa in un bosco pieno di neve, nel bel mezzo di una tormenta... Un fuoco che scoppietta vivace, una leggera musica di sottofondo, magari "La Vie en Rose" di Louis Armstrong, un comodo divano e una morbida copertina, di quelle con sfondo rosso e  ometti di marzapane in rilievo. Ah, dimenticavo, manca solo un dettaglio,  che trova la sua esatta collocazione proprio lì, nelle vostre mani, ma che ben presto si accoccolerà in un'altra parte del vostro corpo, nel cuore, sedimentandosi dentro di voi lentamente, soffice e lieve come la neve che sta fioccando fuori dalla finestra... Il dettaglio in questione? Naturalmente è Il regalo più grande, il romanzo di cui oggi io è Charlotte vogliamo parlarvi...
Forse abbiamo esagerato nel creare l'atmosfera, ma non importa. Per certe storie si può anche navigare con l'immaginazione all'infinito, anzi é il dovere di noi lettori creare l'ambiente giusto per poterle vedere crescere.. Un po' come quando si mette un bel quadro dentro una splendida cornice: già sappiamo che insieme diventeranno uno spettacolo... E quindi perché non  eccedere in fantasiosi scenari, immaginando di essere in un luogo intriso di un'aura romanticamente suggestiva, solo per poter accogliere una magica storia natalizia?Benvenuti in casa Marley cari amici, la grande cena di Natale è servita!





 IL REGALO PIÙ GRANDE
Jenny Hale


 Traduzione a cura di Cristina Ingiardi
Casa editrice: Leggereditore
Genere: Romanzo contemporaneo
Pagine: 324
Ebook: 4.99 €
Prezzo: 14.00 €

Trama


Allie Richfield ama da morire il Natale, così quando viene assunta presso una dimora storica di gran lusso per occuparsi delle incombenze quotidiane e, soprattutto, organizzare le feste natalizie dei proprietari, è raggiante. Con uno stipendio da capogiro e un intero team a disposizione, quanto potrà essere difficile? Lo scoprirà quando incontrerà i Marley... Robert, il primogenito, è uno schianto, peccato sia gelido come la neve. E poi ci sono suo fratello Kip, playboy incallito, e la sorella Sloane, a dir poco instabile. Per non parlare della nonna ultranovantenne, Pippa, che trascorre le giornate brontolando a bordo del suo scooter elettrico. Con Robert che ha intenzione di vendere la proprietà, il lavoro di Allie si fa ancora più difficile: queste feste sono lultima occasione che ha per lasciare ai Marley dei ricordi felici della loro casa, e ha tutta lintenzione di regalarglieli... anche se per farlo avrà bisogno di tutta la magia del Natale!



Opinione di Charlotte


Sembra uno di quei film che la televisione trasmette solamente nel periodo dell’ Avvento e che si guardano decine volte,  con immutato piacere, conoscendo in anticipo atteggiamenti dei protagonisti, battute, finale.   Nelle prime pagine entriamo in contatto con una famiglia al femminile  e con una protagonista serena e modesta , amata dalla madre e dalla sorella ma allo stesso tempo un po’ in balia di se stessa: senza certezze, senza lavoro, senza compagno.  Una donna con il dono  di catalizzare le emozioni di chi la circonda e di  ispirare  buoni sentimenti, grazie alla sua innata sensibilità e alla sua “ mancanza di filtro” che le impedisce di tacere quando la discrezione sarebbe più appropriata  . Ben presto   Allie viene catapultata in una realtà che non si sarebbe mai immaginata di conoscere , nell’ atmosfera un po’ retro di Villa Ashford   permeata di  ricordi particolarmente dolorosi. In questa dimora immersa nel verde, gloriosa e ricca di storia,   di quelle che si immaginano quando  si leggono i libri di    Agatha Christie , la vita di Allie si intreccia indissolubilmente  con quella di una famiglia allargata in cui, serviti da un drappello di affezionati  camerieri, si trovano a convivere provvisoriamente  la nonna ultranovantenne Mrs Marley,   una donna  neo separata con due figli piccoli ma soprattutto due fratelli che sembrano un po’ la personificazione l’ uno di Roger Rabbit, l’ altro di Mr. Scrooge: Kip e Robert, interessanti e fascinosi   ognuno a modo suo, destinati a generare notevole  confusione emotiva in  Allie che si vedrà costretta a indagare nel proprio animo e in quello dei due uomini  per capirci qualcosa e per trovare il suo posto nel mondo. E così il freddo decembrino poco a poco viene lasciato fuori dalla porta della dimora , il bagaglio di sofferenza e insicurezza viene alleggerito, le corazze impenetrabili a protezione del cuore di ciascun personaggio si sgretolano. In un  percorso  lineare, prevedibile ma indubbiamente  pittoresco e coinvolgente.
Nonostante una trama spensierata e  natalizia, ne Il regalo più grande sono individuabili alcuni spunti di riflessione interessanti.  Il primo fra tutti a mio avviso è ravvisabile   nel costante confronto tra Kip e Robert, due personalità antitetiche , con  reazoni e atteggiamenti opposti nei confronti della vita e  delle tragedie che li hanno visti protagonisti: Kip è solare, divertente , un po’ spudorato e vocato al disimpegno, mentre Robert è chiuso, freddo, scontroso. E spesso si ha la sensazione che l’ autrice non se la senta di prendere le parti di uno o dell’ altro.
Nonostante le premesse  buoniste, poi, non si tratta di un libro particolarmente ironico: anzi  a volte dà l’ impressione di prendersi molto sul serio.  Ad esempio,  i drammi di ciascuno non sono fittizi: genitori separati, lutti, abbandoni, sono parte integrante della vicenda narrata e non sono difficoltà di finzione e di poco conto;  e il divario sociale tra Allie e la famiglia Marley, se pur tema accennato e non predominante , è riscontrabile  nelle occhiatacce dei domestici e nella sensazione di estraneità ad un modo dei ricchi da parte di una ragazza cresciuta in una famiglia umile,  sopraffatta da fasto, ricchezza e spreco.
Un  elemento “ moderno” che risalta nell’ ambientazione vintage  è il carattere della protagonista. Spesso agli occhi del lettore le scelte di Allie appaiono incoerenti, sbagliate, opportunistiche: io ho preferito vedere in lei la confusione, il misto di attrazione/repulsione verso un modo magico poichè sconosciuto, che ha le sue luci e le sue ombre e che nonostante la ricchezza materiale non  risparmia ai suoi membri  il lato più triste della vita; e a livello sentimentale, ho considerato credibili   la tentazione della strada più facile nonché  la difficoltà della scelta fra un legame  solido e confortevole e qualcosa di travolgente ma aleatorio.
In sostanza,  nel complesso  tutto in questo romanzo è stato per me   gradevolissimo: l’ atmosfera calda e accattivante, l’ elemento introspettivo, la prevedibilità degli eventi che si susseguono con un ritmo scorrevole ma non ansiogeno. Vi lascio all’ Unica Grande  Incognita: la scrittrice sarà stata contagiata dalla Sindrome di  Darcy  e di   Sabrina, o preferisce gli uomini solari  e giocherelloni? Lo scoprirete solo leggendo!


Opinione di Sybil

Il Natale è da sempre la ricorrenza che ha il grandioso potere di amplificare gli stati d'animo. Se si sta vivendo un periodo fantastico, allora ci sentiremo sulla luna dalla felicità, se invece si sta attraversando un momento difficile, con le feste Natalizie tutto diventerà più cupo e ingestibile. Saremo schivi, indolenti. Cercheremo semplicemente di evitarlo. A tutti i costi.
È questo che spinge Robert Marley, ricco ereditiere di un'antica famiglia, ad assumere nel periodo invernale un'amministratrice, al fine di gestire la sua enorme proprietà prima della vendita della stessa. Il suo scopo è proprio quello di trovare un acquirente in grado di acquistare la tenuta, potendosi così liberare per sempre di essa.
Il giorno del colloquio arriva una ragazza di nome Allie, sorella dell'agente immobiliare incaricato della vendita, che dopo un breve scambio di battute ottiene il posto. Il suo compito sarà quello di gestire la villa, con tutto il personale incluso ed organizzare l'ultima cena di Natale della famiglia Marley. La ragazza, felice di aver trovato un impiego, si mette subito al lavoro, desiderosa di approfondire la conoscenza del suo datore di lavoro, tanto burbero da risultare immediatamente irresistibile. È consapevole che la sua apparenza è solo uno scudo che si è costruito intorno negli anni e spinta da questa consapevolezza, cerca di capire cosa renda Robert Marley tanto insofferente e distaccato. Purtroppo per lei, l'oggetto del suo interesse non ha la minima intenzione di farsi analizzare ne tanto meno di passare le vacanze insieme alla sua strana famiglia. Se ne starà solo soletto a New York, immerso nel suo lavoro ad aspettare un'offerta per la vendita della casa. Fin qui, tutto come da copione: una villa enorme da gestire, una festa da organizzare, una famiglia che non si vuole riunire, un fratello maggiore indurito dalle esperienze della vita, una nonna arzilla e risentita che non ne vuole sapere di andarsene dalla sua tenuta, una sorella esuberante ma delusa e un fratello minore che ha tutta l'aria di essere un vero e proprio sciupa femmine dal cuore d'oro... Insomma, niente manca all'appello, ci vorrebbe solo un pizzico di quella polvere magica che viene elargita solo nei giorni antecedenti il Natale, l'ultimo rimedio per tutti quegli individui che non si vogliono arrendere all'evidenza dell'amore e continuano testardi ad affermare di non aver bisogno di una famiglia. Riuscirà Allie a trovare il rimedio per riunire queste persone separate dalla vita ma profondamente unite dal sentimento? E soprattutto, avrà la pazienza di "spogliare" Robert da tutti quegli strati di corazza che negli anni si è incollato addosso? In una casa piena di ricordi e speranza, tra corse a cavallo, chiacchierate di fronte ad un bicchiere di vino, passeggiate tra la neve, vedremo il viaggio di una famiglia che non riesce a guardare avanti e ammireremo la caparbietà di un uomo che non vuole cedere all'impulso del cuore. Chissà se la notte più magica dell'anno riuscirà a portare a termine il suo meraviglioso spettacolo e dare una lieve spintarella alla situazione...

In tutta sincerità io amo il Natale e tutte le storie che gli crescono intorno. Mentre leggevo Il regalo più grande, in cuor mio già sapevo che lo avrei adorato e che lo avrei affrontato tutto d'un fiato, senza interruzioni. I personaggi, la loro differente personalità, i loro strambi modi di rapportarsi, la loro intrinseca voglia di affetto, tutto ha contribuito a rendere magnetica la magia di questo racconto. La scrittrice stessa è riuscita a creare un'atmosfera tipica ma audacemente unica nel suo genere, una sorta di sogno da fare la vigilia di Natale, con tanto di scenari accoglienti ed emozioni dolcissime. Un mix davvero irresistibile per le inguaribili romantiche che, come me, ancora non si stancano mai del tenero lieto fine.
Personalmente amo i caratteri complicati e le personalità difficili da raggiungere come quella di Robert e ho adorato il modo in cui Allie ha cercato di farlo aprire, superando abilmente le sue resistenze. Tutte le parole pensate e non dette, i pensieri profondi mai espressi, il forte legame che li unisce senza però trovare la forza di manifestarsi, hanno contribuito ad accendere un fuoco dentro di me, un calore irraggiungibile che può essere condiviso solo con l'amore. E mi riferisco a qualsiasi tipo di amore, quello per la persona che abbiamo accanto, quello per la nostra famiglia, quello per i nostri ricordi.

Credo che oltre la sua apparenza questo romanzo possieda un potere evocativo, una forza intrinseca che lega il lettore alla storia, grazie anche alla sua ironia e alla sua delicatezza, facendolo immergere in un'atmosfera ricca di sentimenti e di ricordi.
Un'esperienza davvero bellissima e profonda allo stesso tempo, che mi ha scaldato l'anima, regalandomi una piacevole fuga alla volta di boschi innevati, ruscelli ghiacciati e tanta, tanta voglia di ricominciare ad amare.




L'autrice




JENNY HALE è l'autrice de Il Regalo Più Grande, suo romanzo d'esordio e di altri due romanzi. Quando non scrive, è un'insegnante, moglie e madre di due figli.