lunedì 23 ottobre 2017

IL LEONE DI ROMA Adele Vieri Castellano Doppia recensione

Uno, cento, mille modi di apprezzare Adele Vieri Castellano, la sua passionalità, la sua accuratezza storica, e quel "quid" che la avvicina emotivamente ad ogni sua lettrice. 



Amazon Publishing


IL LEONE DI ROMA 
Adele Vieri Castellano

Editore: Amazon Publishing
Genere: Historical romance
Pagine: 510
Prezzo: 9,99
Ebook: 4,99
In abbonamento con KU


Trama

Roma, 50 d.C. Massimo Valerio Messalla è nobile di nascita, colto per educazione e guerriero per scelta, ma la sua libertà sta per finire: il padre gli impone di sposarsi, per garantire una discendenza alla stirpe dei Valeri.
Ottavia Lenate è una giovane inquieta e curiosa, appassionata di scienza e astronomia, che desidera la conoscenza, non un marito, specie non uno ruvido e affascinante come Messalla, l’uomo a cui scopre di essere destinata.
Massimo e Ottavia si trovano così forzati in un’unione decisa da altri, finché il Fato non li porterà ad Alessandria d’Egitto. In quella terra arida, sterile come l’anima di Messalla e ricca di tesori nascosti come lo spirito di Ottavia, una terribile minaccia in arrivo dal passato metterà a rischio tutto ciò che Massimo, il leone di Roma, ama e vuole proteggere…


opinione di Charlotte

In realtà non era altro che un involucro, un contenitore. Fuori la pacatezza, la ragionevolezza addomesticata dalla disciplina militare. Dentro, per tutti i Numi, dentro di lui c’erano sempre tumulto e tempesta
Adele e i suoi romani: non ce n’è per nessuno.  Potrei parlare per ore della serie Roma Caput Mundi,  e di questo libro in particolare: più mi confronto con altre lettrici dipendenti dalla penna di Adele, più mi rendo conto di quanti modi ci siano di vivere la sua Roma grandiosa e crudele    - in questo caso accompagnata dalla cosmopolita Alessandria D’ Egitto – e di interiorizzare le sue storie e i suoi personaggi.
Ogni volta mi riprometto  di mantenere  i piedi per terra, di scrivere le mie impressioni con approccio  critico  :  puntualmente Adele  riesce a sopraffarmi con le sue descrizioni partecipate, siano esse violente o suadenti, nude e crude o visionarie, restituendomi  una vera e propria full immersion in notti stellate, aromi speziati, sabbia e sangue,  e di pari passo  l’ immedesimazione in   legami di amicizia, di intesa fisica, di tenerezza  così intimi da catapultarmi  due millenni fa in poche righe .
Di Adele ho letto tutto quello che è stato pubblicato. Se la Castellano  delle ambientazioni ormai è un " marchio di fabbrica",  risultando meticolosa senza mai essere didascalica, restituendo descrizioni empatiche di luoghi ed oggetti funzionali alla piacevolezza della storia e all’ identificazione del lettore , la  Adele dei sentimenti  secondo me ha due anime che di romanzo in romanzo si stanno dissociando sempre di più. Quella fisica , carnale, attenta all’ alchimia di  corpi che riconoscono la loro affinità  annusandosi, toccandosi, assaporandosi, e quella impalpabile, vocata maggiormente alle emozioni trattenute e in procinto di esplodere , al languore, all’ aspettativa,  alla complicità emotiva inafferrabile.
Eppure in questo romanzo  in modo peculiare  le due personalità di Adele confluiscono una nell’ altra,  in virtù di un legame tra contesto storico -sociale  e vicenda strettissimo,    e della  combinazione di due personaggi diversi per età ed educazione:   che - inusuale per i romanzi d' amore, ma non certo per l' epoca nella quale è ambientato il libro - non si scelgono  ma vengono uniti a forza con il mero scopo di procreare e di mantenere saldi il potere e il prestigio di due influenti famiglie patrizie. 
E' chiaro come con questi presupposti l’ innamoramento tra i due protagonisti  sia molto diverso da quello dirompente che aveva folgorato Rufo e Livia, o dalla fisicità esplosiva tra Aquilato e Isholde.  Uomo e donna privilegiati in un contesto di disuguaglianze sociali marcate, nonché  profondamente  maschilista, educati al rispetto del loro rango e all’ obbedienza cieca al pater familias,  Messalla e Ottavia si relazionano dapprima per facciata, senza curiosità, senza trasporto reciproco.  Poi, lento germoglia un interesse che da fievole si fa sempre più percepibile, che rende dapprima irritante, poi dolorosa l' indifferenza, fino a risultare irrinunciabile, salvifico,foriero di complicità e amore.
Non che Adele lasci digiune le " schiave della Suburra" avvezze agli ormoni vaganti tra le pagine. Alla coppia " cerebrale" che si (ri)conosce dialogando, l' autrice affianca Giulia e Raganhar: puro istinto, lussuria, desiderio tra due persone che conoscono la passione e anche il buio,  che hanno tantissimo da scoprire l' uno dell' altra e che, fiere indomabili abituate ad esser cacciatori, si prendono le misure a vicenda  per non finire prede e soccombere alla potenza trattenuta  dell' altro. 
Che Il leone di Roma  sarebbe stato diverso dagli altri romanzi  dell' autrice  lo si intuiva a priori,  avendo pregustato il  protagonista maschile della vicenda: Messalla è un uomo freddo e  tormentato, inizialmente vizioso e debosciato, salvo rivelarsi libro dopo libro  un guerriero granitico, temerario, malinconico e disincantato. Ebbene,   più lo si conosce, più Messalla crea dipendenza.  Un po'  come un cioccolatino boero : perfetto e invitante nella forma,  acido e amaro nel rivestimento fondente,   poi  la sorpresa, quando  addentandolo si scioglie in bocca,  riempiendola,  deliziandola  voluttuosamente.
Un uomo del genere imbrigliato in un matrimonio forzato non può che dare il peggio di sé, e la sensualità del " bello, dannato e impossibile" avrebbe tutti i presupposti per  rubare la scena a qualsiasi moglie/ragazzina imposta : ma Adele  contrappone a Messalla un' Ottavia di tutto rispetto, coltissima e carismatica nonostante la solitudine anaffettiva con la quale ha sempre convissuto. Una leonessa per il leone, il personaggio femminile   più incisivo che Adele abbia  plasmato finora,  e colei che forse le lettrici hanno  amato e ameranno   di più. Giovanissima  protofemmiista dall’ acume straordinario e dalla passione sfrenata per lo studio, ingabbiata in usi e costumi che limitano la sua sete di conoscenza, Ottavia è una conquistatrice dalla lingua efficace e dal cuore buono; dotata di quel fascino dato dall' intelligenza e dalla lungimiranza, che può mettere in ginocchio il più ferreo dei soldati scoprendo i suoi punti deboli, demolendo con determinazione i suoi preconcetti, aiutandolo a portare alla luce parti di se stesso sepolte nel dolore .  Adele racconta tutto questo e molto, molto altro, inframmezzandolo a scene di vita quotidiana, scontri corpo a corpo nel deserto, corse con le bighe.. e chi più ne ha più ne metta!  Un tripudio di immagini ed emozioni che vorresti non finisse mai.

 




opinione di foschia75



L'amore è un gesto, il peso di un bacio, la forza di un abbraccio. Noi donne dobbiamo essere forti e coraggiose, spesso anche per loro. Non so dirti come dovrai conquistarlo, sarà il tuo cuore a farlo quando sarà il momento, ma se davvero provi qualcosa per lui, non arrenderti e non temere nulla, perché certi uomini sono come la cima di una montagna: più è irraggiungibile, più appagante sarà la sua conquista. E se un giorno dovessi renderti conto che non potrai mai averlo, allora lascialo andare. Anche questo sarà un atto d'amore, forse il più grande. 



Quanto femminismo rosa nel nuovo capitolo di Roma Caput Mundi!!!


Aspettavo questo romanzo come la pioggia dopo mesi e mesi di siccità. Ero partita pensando che sarebbe stato il capitolo dedicato a Messalla e Raganhar, tra i miei personaggi preferiti, invece Adele mi ha stupito ancora una volta, ponendo al centro della scena l'indiscussa e incontrastata figura di Ottavia Lenate, la protagonista femminile che ruba la scena al resto del "cast".
Si sa, accanto ai grandi uomini che hanno fatto la Storia, c'è sempre stata una donna forte e risoluta, capace di rimanere nell'ombra del consorte ma di muoversi in modo tangibile quando necessario. Ottavia Lenate è l'antenata di tutte noi donne mai sazie di sapere, un concentrato di esplosiva curiosità e testardaggine, di orgoglio e determinazione nel raggiungere i propri traguardi.
Inutile, per quanto io aspettassi le nuove gesta di Messalla e Raganhar, Ottavia ha assorbito tutta la mia attenzione e ammirazione, un personaggio femminile tra i più belli scritti da questa impareggiabile autrice, una giovane donna che lotta per i suoi diritti, che non accetta di ricoprire il troppo stretto compito di "moglie per contratto". Fin da subito dimostrerà di essere una grande pensatrice e una instancabile studiosa. Un grandissimo plauso all'autrice per aver plasmato una figura così potente e incisiva.
Una mente acuta, una buona dose di curiosità e intuito, fanno di Ottavia Lenate una donna avanti per i suoi tempi, una moglie che non accetta di essere relegata alla vita che la società le impone. Ottavia vuole conoscere, esplorare, osservare, ma tutta questa sua "sete" non è facilmente compatibile con il ruolo che il padre la costringe a ricoprire: portare avanti la discendenza dei Valeri, dare un erede a un uomo che sembra scolpito nella roccia, che sembra aver chiuso per sempre con i sentimenti, che vive di battaglie e vendetta. 
Lo ammetto, ero partita prevenuta, convinta che anche in questo libro il testosterone avrebbe permeato la narrazione, invece sono rimasta completamente ammaliata da tutt'altro. Nel Leone di Roma, c'è il giusto bilanciamento tra uomini e donne, tra buoni e cattivi, tra intrepidi e codardi. Se Massimo è accecato dalla sete di vendetta verso il nemico, Ottavia non si darà pace sin quando non conquisterà un posto (e neanche piccolo!) nel cuore e nella vita del marito. Sarà pronta ad attraversare il mare pur di fargli capire che non è solo colei che gli dovrà dare un figlio, ma anche l'amica che ogni uomo dovrebbe avere, la complice in battaglia e tra le lenzuola. Non sarà facile conquistare il cuore di un uomo come Massimo, ma Ottavia è una donna molto intelligente e saprà muovere bene la sua unica pedina sulla scacchiera. 
Come in tutti i romanzi di questa serie, un'altra coppia ci terrà avvinte alle pagine: il principe germano e la donna tutta d'un pezzo che commercia schiavi per i combattimenti nell'arena e ha promesso di non amare più un uomo capace di spezzarle il cuore. Il barbaro germano si fermerà davanti ai suoi rifiuti e atteggiamenti altezzosi? Anche qui Adele vi stupirà...
Bello, scritto in maniera impeccabile, trovo che anche lo stile narrativo abbia fatto un notevole passo avanti rispetto ai precedenti. Non mi soffermo sulle magistrali descrizioni, perché sono il marchio distintivo che rende questa scrittrice tra le migliori (e non solo in Italia!). 
Non è mai semplice separarsi dai personaggi e dalle atmosfere di questa bellissima serie, ma questa volta ho chiuso il libro talmente sazia di emozioni e pensieri, che non ho provato la fastidiosa malinconia che lascia la fine di un buon libro. Un grazie speciale all'autrice per aver soddisfatto la mia voglia di femminismo rosa.


L'Autrice

Adele Vieri Castellano ha pubblicato con Leggereditore il suo primo romanzo storico, Roma 40 d.C. Destino d’amore, dopo aver vinto il concorso di racconti indetto dalla stessa casa editrice nel 2011. Un successo seguito da Roma 42 d.C. Cuore nemico (2012), Roma 39 d.C. Marco Quinto Rufo (2013), Roma 46 D.C. Vendetta (2015, in self publishing). I tre volumi compongono la serie Roma Caput Mundi. Sempre per Leggereditore, ha pubblicato anche Il gioco dell’inganno (2013) e Il Canto del Deserto (2015).
Con EmmaBooks ha pubblicato Implacabile, il primo libro della serie Legio Patria Nostra e ha partecipato alle raccolte Gli uomini preferiscono le Befane e Voci a Matera.
In self publishing ha pubblicato una raccolta di racconti, La Legge del Lupo e altre Storie (2014) e la novella La tormenta (2015)
Il nuovo capitolo della serie di successo, ambientata nell'antica Roma, è pubblicato da Amazon Publishing. 


LE NOSTRE RECENSIONI








2 commenti:

Adele Vieri Castellano ha detto...

Come sempre, le vostre recensioni sono quasi poetiche e in compagnia delle impressioni, delle parole, delle emozioni che sapete evocare, rivivo il libro attraverso i vostri occhi di lettrici.
Un'emozione, vi assicuro.
Grazie di cuore a voi e al vostro blog! Buone letture!

foschia settantacinque ha detto...

Come sempre tu sei riuscita a immergerci totalmente nelle tue magnifiche atmosfere, coinvolgendoci con tutti i sensi nelle vicende. Grazie di cuore per le emozioni dirompenti che ci trasmetti con ogni singola parola.