domenica 22 ottobre 2017

IL NORMODOTATO Ardel Recensione

Sconfortante, non raffinato,  privo di luce:   e per contrasto, in grado di catturare appieno  l' animo del lettore. Questo racconto dalle reminiscenze kafkiane è l' apoteosi del nulla esistenziale, del crogiolarsi nella noia e nella mediocrità. Senza il conforto di una luce in fondo al tunnel.

Self publishing
IL NORMODOTATO 
ARDEL

Genere: narrativa  contemporanea
Pagine: 40
Prezzo: € 3.43
 ebook: € 0.99
QUI il link per l' acquisto  

Un racconto alienante, destabilizzante, potente. NON per tutti.

Opinione di Charlotte 
Nessuna sinossi, nessun guizzo visivo per la cover monocroma corrispondente al contenuto del racconto, nessuna informazione sull' autore: niente di niente. Solo forme sfuocate prive di qualsiasi nota distintiva , a suggerire  un abisso grigio, monocorde, senza scappatoie . E nell' involucro,  un dialogo interiore pervaso dal disgusto di se stessi, del proprio lavoro, della propria vita di coppia. Giorni tutti uguali, scanditi da abitudini ossessive , raccontati per frasi scarne , prive di poesia e di empatia. E sono  proprio questa invisibilità ostentata e insoddisfacente e la  totale assenza di stimolo, a rendere interessante  la narrazione:  a immergere il lettore nel buio di una mente che non reagisce, che cova rancori, malumore, sconforto, ma che è talmente accidiosa da non provare nemmeno ad esternarli, facendosi scivolare addosso per poi  impregnarsene l' insoddisfazione, la noia, la limitatezza.
L' efficacia espressiva, pervasa  di aggressività repressa dall' omologazione costante, cattura l' attenzione e l' emotività del lettore, spesso costernato di fronte a tanta alienazione eppur curioso di scoprire dove porterà il percorso angoscioso e oltremodo cupo prestabilito da Ardel.
Il racconto è ben poco consolatorio e molto intrigante, e rivela la parte nera di una penna assai  conosciuta in tutt' altro frangente,     che solitamente regala ai suoi lettori   romanzi luminosi dalla connotazione positiva e rassicurante .
Che avesse semplicemente voglia di giocare con  i suoi lettori, o che sentisse  il bisogno esplorare  ambiti della narrativa non ancora battuti con la sua produzione,  l' esperimento di Ardel è riuscito molto bene, e regala emozioni frastornanti: come un fuoco pirotecnico che fino all' ultima parola  non si è certi se esploda, o se la polvere da sparo sia bagnata e inutilizzabile.

Ardel è la metà oscura di una penna che non vuole rendersi riconoscibile ad uno sguardo superficiale. Eppure, la sua identità non è poi così difficile da scoprire...

1 commento:

Ledra ha detto...

Stupenda recensione :)