lunedì 27 marzo 2017

PARLIAMO DI...

Buongiorno Lettori!
Seconda puntata della rubrica Parliamo di...
Oggi abbiamo il piacere di presentarvi due Autrici self publishing che molti di voi probabilmente conosceranno e che io stimo tantissimo, come persone e soprattutto come scrittrici. Sto parlando di Vera Demes autrice della duologia Un cielo pieno di Stelle e Adele Ross autrice di Tutta colpa del matrimonio. Hanno scritto anche altri romanzi ma ho citato questi perché sono stati quelli che me le hanno fatte apprezzare e soprattutto "scoprire". 
Oggi scopriremo qualcosa in più sul loro rapporto con la scrittura e i lettori. 






PARLIAMO DI...


Vera Demes & Adele Ross 
rispondono alle nostre domande:

1. Presentatevi ai lettori (non con la solita bio!)

Adele:  Io sono Ross, Adele Ross. Certo, scritto così non fa lo stesso effetto di: io sono Bond, James Bond. Ma, d'altronde, io non sono nemmeno al servizio di sua maestrà. Adele non è il mio nome. Ma è il nome che mi sono scelta. Per la mia seconda identità. Quella di scrittrice. Un po’ come Batman per intenderci. Ma io sono più femminile. E meno ricca. Da bambina volevo studiare linguistica e semiotica. Ma la crudeltà della vita mi ha portato a percorrere strade differenti. Adoro giocare con la lingua italiana e a scacchi. La pizza e il gelato. Prendermi in giro e fulminare le persone stupide con battute al vetriolo. Amo leggere libri o guardare film paurosi poi passo le notti al buio con gli occhi aperti pronta a scattare a ogni rumore. Amo cantare a squarciagola per la disperazione di chi mi circonda. Amo l’ironia che mi ha salvato la vita. Sono polemica e logorroica. La cosa di cui vado più fiera: i miei capelli. La cosa di cui vado meno fiera: sono stata bocciata all’esame di teoria per la patente di guida. Io che ho sempre avuto risultati eccellenti in tutte le materie!
Leggo di tutto. E spesso mi innamoro delle storie d’amore più banali e scontate che si possano scrivere. Il mio motto: amo scrivere, scrivo d'amore ma, soprattutto, vivo. Ah, dimenticavo, vivo a Fantasyland ma, tranquilli, quando ho le ferie torno.

Vera: Sono Vera Demes. Mi piace definirmi una "bookhaolic con il vizio della scrittura" perché, immergermi in un romanzo, è stata la mia prima avventura di bambina e poi ho continuato a farlo proprio come un "addicted" in crisi di astinenza. Nell'infanzia ero una divoratrice di libri, ladra di romanzi, soprattutto di quelli proibiti e custoditi gelosamente da mia madre e anche una viaggiatrice virtuale, molto curiosa del mondo. Però ero anche una narratrice di favole e di storie inventate da me. Le raccontavo ai bambini del quartiere, alle mie cuginette, a chiunque fosse disponibile ad ascoltarmi. Leggere e scrivere sono state le prime attività frutto di una scelta autonoma e non imposta (ho imparato prima dell'età scolare) e, da allora, rappresentano una componente imprescindibile della mia vita.
Ho scritto molto, sempre e solo romanzi e racconti che ancora custodisco in vecchie carpette di cartone usurate dagli anni e piene di ricordi. Per tanto tempo li ho tenuti segreti, convinta che fosse giusto così.
Non mi sono resa conto che avrei potuto fare della scrittura una professione e, quando questa consapevolezza è maturata in me, ero ormai adulta e con un lavoro impegnativo sulle spalle. Viaggio molto ma almeno mi occupo di tematiche, quelle dell'occupazione, delle competenze e dell'inclusione sociale che, in qualche modo, ancora mi appassionano e mi fanno credere di poter contribuire a rendere il mondo un posto più accogliente. 
La mia esperienza da autrice è ricca di intuizioni e scoperte. Sono un po' come una bambina lasciata sola in un Luna Park e, nella scrittura, c'è davvero il meglio di me. 
Scrivendo, vivo molte vite perché sono un po' come un'attrice consumata. Una sola vita non mi basta e così ne costruisco tante altre in cui rispecchiarmi e fare esattamente quello che non farei mai nella mia quotidianità.
La famiglia ha, per me, un'importanza cruciale. Il mio compagno, uomo taciturno e paziente che condivide la sua esistenza con me da molti anni e un figlio adolescente che mi fornisce moltissimi spunti narrativi, grande divertimento, orgoglio e tenerezza. E poi tanti ricordi e radici difficili da estirpare. I legami familiari sono la mia croce e la mia delizia e, forse per questo, rappresentano il perno narrativo di tutti i miei romanzi.
Amo la casa, i cantucci comodi in cui nascondersi e sparire, adoro il mare e le giornate di vento.
Sono schiva e contemplativa. Passo molto tempo da sola.
Non so se, con queste poche righe, avete capito qualcosa di me. Spero davvero di sì.    


2. Perché avete scelto la via dell’auto pubblicazione
Adele:  Per caso a dire il vero. Se dovessi tirarmela facendo una citazione direi: un po' per celia e un po' per non morire. Ma non sarebbe la verità. Per celia sì ma non credo che ne sarei morta se non mi fossi imbarcata in questa avventura. In realtà la mia cosiddetta carriera di scrittrice è iniziata per puro caso quando ho deciso di provare a mettere a disposizione dei lettori un romanzo scritto per gioco Tutta colpa del matrimonio. Doveva essere un divertimento, come lo era stato la stesura del romanzo, così tanto per vedere se chi lo avesse letto si sarebbe divertito come è successo a me quando l'ho scritto. I riscontri da parte dei lettori sono arrivati inaspettati e mi ha divertito continuare a scrivere e farmi leggere... credo che l'auto pubblicazione sia la strada migliore per me visto che non so ancora cosa farò da grande.

Vera:  Non è stata una scelta. In realtà è capitato.
Molti eventi, in questa meravigliosa avventura che è la scrittura, mi sono accaduti in modo casuale e del tutto imprevisto. 
Nel 2014, vagando su Internet ho scoperto la piattaforma di Amazon e, quasi per scherzo, ho pubblicato un romanzo accorgendomi con sorpresa e incredulità che qualcuno lo aveva comprato e lo aveva anche apprezzato. Nell'arco di un anno ho caricato su Amazon altri romanzi che avevo scritto e che erano rimasti per anni nel cassetto ed è iniziata l'avventura del self-publishing. 
Quindi mi auto-pubblico perché è capitato e, alla fine, non posso lamentarmi.
Sono autonoma, responsabile delle mie scelte, del tutto svincolata da imposizioni e forzature esterne. Tutto sommato è una bella esperienza, del tutto inaspettata e di cui, ancora, mi ritengo una pseudo-neofita.

3. Ricominciando da zero, dovendo cambiare genere, 
quale scegliereste? 

Adele: Cavolo che domanda difficile. Considerando che la mia carriera di scrittrice (io mi ostino a chiamarla così perché non saprei come definirla sinceramente) è stata una casualità ed è solo agli inizi non saprei quale altro genere scegliere. Forse scriverei un giallo, ma credo che ci sarebbe il problema che diventerebbe un giallo quasi comico e così anche per gli altri generi. Purtroppo la mia ironia è la mia gioia e il mio tormento. Non credo che riuscirei a scrivere qualcosa che non facesse ridere. Credo che potrei eventualmente optare per il comico surreale stile Stefano Benni (ovviamente mi riferisco al suo Bar sport).

Vera: Il giallo. 
Ma non i thriller che vanno di moda adesso.
Io vorrei scrivere un giallo classico, alla Agatha Christie, con molta introspezione psicologica e intrecci imprevedibili che mettono in scena le miserie e le debolezze umane. Se dovessi paragonare la mia idea di giallo ad una sceneggiatura cinematografica (il cinema è il mio secondo amore dopo la scrittura) credo che citerei "Match Point" di Woody Allen. Se non l'avete visto, ve lo consiglio vivamente. Ecco. Quella sceneggiatura ripercorre la mia idea di thriller. Elegante, sommesso, imprevedibile.
In una delle mie cartelline piene di vecchi tentativi romanzeschi c'è anche un giallo, rimasto incompiuto. Probabilmente resterà lì per l'eternità perché il romance, o forse dovrei dire la narrativa romantica, resta comunque il genere che sento davvero mio, senza forzature.



4. Una domanda alla vostra compagna d’intervista

Adele domanda a Vera: Se avessi la possibilità di far diventare un film uno dei tuoi libri, quale sceglieresti? e a quale regista e cast vorresti affidarlo?

Vera risponde:  Probabilmente sceglierei "Un cielo pieno di stelle". 
Regista: Kathryn Bigelow (la stessa di Point Break)
Cast: Chris Evans (nel ruolo di Axel), Anne Hathaway (nel ruolo di Giulia).



Vera domanda a Adele:  Cara Adele, i tuoi romanzi sono pieni di ironia, ricchi di situazioni tragicomiche, divertenti ma anche realistiche. Ti capita mai di usare le tue storie come un mezzo per demonizzare ed esorcizzare situazioni e persone che nella vita ti stanno tremendamente sulle scatole e che non sopporti , per esempio facendogli fare una brutta fine o anche solo inserendoli nella trama con ruoli discutibili e/o odiosi? 

Adele risponde:  Sinceramente non mi è mai capitato. La mia vita reale e i miei libri sono due mondi piuttosto distaccati e distanti. Non ho mai pensato di vendicarmi nemmeno virtualmente delle persone che non sopporto o che mi hanno fatto del male. Anche se adesso che mi ci fai pensare probabilmente inconsciamente alcuni personaggi (anche se non li definirei propriamente negativi) che appaiono nei miei romanzi sono spesso la somma di persone che ho realmente incontrato e che non hanno goduto appieno delle mie simpatie. Probabilmente anche queste persone anche se negativo hanno lasciato comunque un segno e nella creazione dei miei personaggi più che cattivi, direi antagonisti, mi hanno ispirato. Sinceramente ho sempre seguito la teoria di allontanarmi dalle cose e dalle persone negative, piuttosto che perdere tempo a trovare un modo per vendicarmi. Credo che la vita sia troppo breve e troppo bella per sprecare tempo ed energie dietro a progetti inutili. E la vendetta la ritengo inutile. In ogni caso devo dire che la soddisfazione che provo a narrare in chiave ironica anche situazioni che altrimenti potrebbero diventare tragedie è la miglior terapia. Se poi ci aggiungiamo l'apprezzamento del pubblico la possiamo tranquillamente inserire nella categoria delle vendette indolore che però ottengono il risultato.


5. Quali sono i tratti salienti del vostro lavoro? 
Cosa vi piace raccontare ai lettori?

Adele:  Io da parte mia considero una peculiarità del mio lavoro il lato ironico dei miei romanzi. Qualche lettore mi ha fatto i complimenti anche per come riesco a tessere e gestire i rapporti interpersonali tra i personaggi. Ma quello non credo che sia un mio merito. Io i personaggi li creo poi quelli cominciano a vivere di vita propria e decidono da soli cosa fare, dove andare, come rapportarsi l'un l'altro. Un tormento, guarda. Ingestibili. Peggio di una classe di bimbi di tre anni. Urli, urli ma fanno sempre quello che vogliono. Per quanto riguarda ciò che voglio raccontare, a dire il vero, le mie trame non hanno dei veri e propri messaggi da inviare al lettore. Sono solo semplici storie che hanno lo scopo di far divertire chi le legge. E far divertire me che le scrivo naturalmente. Però una delle più grandi soddisfazioni è quando una lettrice (e mi riferisco soprattutto a una in particolare che probabilmente mi starà leggendo anche in questo momento) mi dice che i miei romanzi sono una terapia del sorriso. Credo che il divertirsi facendo una cosa che ti piace come per me è scrivere e il sapere che qualcuno prova la stessa gioia nel leggerla sia il massimo della soddisfazione per chi scrive. Forse meglio del Pulitzer.




Vera:   La mia concezione narrativa e le trame dei miei romanzi si poggiano su quattro pilastri esistenziali che possono essere riassunti da altrettanti sostantivi: destino, famiglia, natura, anima.
Il destino, perché mi piace raccontare storie in cui i personaggi non governano nulla di ciò che accade loro e, come foglie trasportate dal vento, affrontano la vita per ciò che è e che sarà.
La famiglia, perché tutti i miei personaggi nascono da un contesto familiare preciso, da un intreccio di relazioni e di legami che li hanno resi le persone che sono e che, spesso, finiscono per influenzare anche il loro vissuto.
La natura perché nelle mie storie esiste un filo di narrazione totalmente contemplativa. I miei protagonisti trovano spesso sollievo ammirando un tramonto, vivendo le stagioni, assaporando i mutamenti del clima, il vento, il sole, la pioggia. La connessione con la natura è ciò che li rende forti e che, spesso, li spinge a superare eventi negativi.
L'anima, perché nei miei romanzi l'amore è, prima di tutto, questo: il compenetrarsi di due anime che spandono energia nell'universo e si alimentano vicendevolmente trasfigurandosi in qualcosa di speciale e unico. Forse è per questo che non potrei mai scrivere un erotico. L'attrazione sessuale, nei miei romanzi, è sempre il suggello di due anime affini.



6. I vostri progetti dei prossimi mesi.

Adele: Uhuh che bella domanda. Dopo la mia incursione nel romance young adult con Il Cuore fragile di una Strega a giugno torno al chick-lit con Tutta colpa dei Caraibi, ironico sentimentale come i primi due Tutta colpa del matrimonio e Tutta colpa di San Valentino. E poi una piccola sorpresa per i miei lettori arriverà per natale, ma su questa non voglio anticipare nulla...


Vera: Sto scrivendo un romanzo che uscirà, spero, alla fine di Aprile.
Si intitolerà "Andante con moto" e narrerà la storia di due anime fragili e distanti che tuttavia impareranno ad amarsi e a salvarsi a vicenda, nonostante la durezza della realtà e i rovesci del destino. 
Lei è Euridice e lui è Matteo.
La scelta dei nomi non è casuale perché, in qualche modo, come nel mito classico, lui sarà chiamato ad un gesto estremo per salvare lei dall'abisso.


7. Se poteste intervenire a una convention sull’editoria, quale sarebbe l’argomento di cui vi piacerebbe parlare? 

Adele: Per questa domanda non esiste una risposta standard tipo per le reginette di bellezza che alla domanda cosa vorresti per il futuro? tutte rispondono la pace nel mondo? ...no, eh? a dire il vero di argomenti da trattare ce ne sarebbero tanti che mi interessano come spettatrice... se dovessi intervenire come relatrice credo che mi lascerei andare a deliri come quelli che scrivo nel mio blog ogni tanto... ma seriamente parlando un argomento secondo me che dovrebbe essere trattato soprattutto nel nostro paese è il modo di trovare la lettura giusta per ogni persona, anche perché io sono convinta che in Italia ci siano pochi lettori, almeno a quanto dicono le statistiche, solo perché i lettori non vengono educati a cercare nel modo giusto il proprio genere o il libro adatto... e questo dovrebbe partire fin dalla tenera età. Per quanti sforzi si facciano per sensibilizzare sembra che i messaggi non arrivino mai al pubblico a cui ci si dovrebbe rivolgere. La mia domanda è? è il messaggio ad essere sbagliato? oppure il modo di comunicarlo? comunque bando alle ciance se mi cercate alla convention indirizzatevi al tavolo del rinfresco con le pizzette lì trovate me di sicuro, per le pizzette non garantisco.

Vera: L'influenza della TV spazzatura nelle scelte editoriali della narrativa femminile contemporanea.
Mi piacerebbe confrontarmi con esperti e altri autori sul perché vadano di moda romanzi in cui le donne sono trattate come pezzi di carne, torturate, umiliate, vessate da uomini che, nella vita normale, sarebbero tacciati come maniaci seriali, pervertiti o stalker. Perché l'immaginario femminile sceglie questi stereotipi maschili e femminili? E poi, perché al lettore medio piace così tanto trasformare l'erotismo letterario in vacue scene meccaniche prive di sensualità? 
Al prossimo Salone del Libro, cercherò un workshop in cui porre queste domande.


8. Il vostro rapporto o la vostra esperienza con i lettori 


Adele: Fantastico. Veramente non mi aspettavo dai lettori tanta partecipazione. Sono quasi tutte donne e sono carinissime, mi fanno venire voglia di continuare a scrivere solo per farle divertire. Mi scrivono spesso messaggi privati dove mi raccontano le impressioni che hanno avuto, mi fanno complimenti e qualcuna mi fa anche qualche critica in merito a piccole incoerenze che ha riscontrato in qualche mio testo. La cosa che mi piace di più è che mi sentono una di loro e si sentono libere di parlare con me e di fare domande... una volta una lettrice (devo dire meravigliosa davvero) mi ha scritto che ha iniziato a leggere Il Cuore fragile di una Strega e ha chiuso il libro alle tre di notte, nonostante dovesse alzarsi poi alle sei del mattino, solo perché non riusciva a smettere di leggere. È bellissimo per me perché mi rivedo  in loro quando mi innamoro di uno scrittore o di un libro. In fondo prima di essere una scrittrice sono decisamente una lettrice come loro...

Vera: È sempre emozionante. 
Adoro quando mi contattano sulla mia pagina o sul mio profilo FB per chiedermi notizie sui miei romanzi, sui miei personaggi e su tante piccole curiosità legate alle trame. Mi piace talmente tanto interagire con loro, che spesso penso che questo contatto sporadico non sia sufficiente. Vorrei di più. Ma non sempre è possibile. Quindi ne approfitto per fare un appello a tutte le mie lettrici: contattatemi, fatemi avere le vostre suggestioni, le vostre opinioni e anche consigli su personaggi e trame! Per me il vostro contributo è davvero molto prezioso!


9. Quanto hanno influito le recensioni 
dell’ultimo anno sulla vostra visibilità? 

Adele:  Intanto devo precisare che la mia cosiddetta carriera non ha ancora raggiunto il traguardo di un anno. A questa domanda però mi trovo un po' in difficoltà a rispondere perché non ho strumenti. Nel senso che la mia visibilità è cresciuta negli ultimi mesi, è vero, ma è anche vero che io mi affido a un'agenzia specializzata in promozione e la parte di controllo recensioni o quant'altro è una cosa che gestiscono loro.

Vera:  Non ho un dato oggettivo. 
Sicuramente le recensioni ricevute sui blog, essendo quei blog molto seguiti, hanno influito sulla visibilità e quindi sull'acquisizione di nuovi lettori. 
Le recensioni ricevute su Amazon non so sinceramente quanto influiscano (a parte condizionare le posizioni in classifica) ma davvero non ho dati oggettivi in proposito.



10. Auto promozione: cosa fate per 
farvi conoscere sul web? 
Il vostro rapporto con i social.

Adele: E anche per questa risposta mi devo rifare alla domanda precedente. Ho un blog (adeleross.altervista.org) su cui mi diverto a scrivere i miei pensieri (e naturalmente dare informazioni sui miei libri) ma per tutto il resto se ne occupa Avalon Press Agent (che è l'agenzia di cui ho parlato prima). Loro gestiscono tutto il rapporto promozionale e pubblicitario sul web e su altri canali. Il mio rapporto con i social però è un po' particolare, gestisco la mia pagina facebook rispondendo ai messaggi e scrivendo qualche post (che poi la mia promoter si preoccupa di far girare) e gestisco il mio account twitter. Per tutto il resto che riguarda la promozione o l'ufficio stampa se ne occupa l'agenzia. Però quando posso faccio vita social nel mondo reale, tipo mi fermo a parlare con il panettiere e i negozianti della zona (tutti i negozianti dei dintorni mi conoscono), mi fermo a zabettare (da noi si dice così lo spettegolare) con le signore anziane in piazza alla mattina (anche loro mi conoscono quasi tutte), attacco bottone in posta con tutti quelli in fila (so che lo stalking è reato ma fino ad ora nessuno si è lamentato) e poi tengo banco con gli amici quando si esce a mangiare una pizza (sembra che si divertano un casino a uscire con me)... insomma sono social nella realtà più che sul web.

Vera: Ho cominciato a muovermi sui social e ho cominciato a capire come funziona la promozione, le anteprime, le recensioni eccetera, eccetera nell'ultimo anno e mezzo. Si tratta di attività piuttosto impegnative che devono incastrarsi con la mia vita lavorativa piuttosto caotica e che, oltre a questo, si scontrano inevitabilmente con la mia personalità schiva e solitaria. Però, alcune amiche scrittrici conosciute sul web, mi dicono che essere social è un must. Forse dovrò farmene una ragione.


Qui trovate le recensioni del blog, ai loro romanzi:

Vera Demes


Adele Ross




Spero che questa bella chiacchierata con Vera e Adele vi abbia incuriosito a conoscerle meglio attraverso i loro romanzi. Per chi li avesse già letti è stata l'occasione di sapere qualcosa in più su due autrici bravissime e riservate. 

Noi del blog le ringraziamo per la pazienza e la disponibilità, sperando di averle ancora nostre ospiti in futuro. 


Vi ricordo che la rubrica PARLIAMO DI... 
prosegue sui blog amici:



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