domenica 16 febbraio 2014

OSCURE GIOIE: Bijoux De Deuil Virginia de Winter Recensione

Il mio genere preferito in assoluto?.
Quello capace di farmi perdere la cognizione spazio-temporale?
No, non è la fantascienza o la distopia.
E' l'insieme dei generi ambientati in età vittoriana (1837-1901),  comprendenti lo Steampunk, l'Historical e gli ibridi ricondubili al genere gotico. Adoro immergermi fino al collo in quelle ambientazioni fosche, intrise di superstizione e inquietudine, dove le buone maniere, creano elegante facciata per i vizi più sordidi, dove il mistero e la morte avvolgono i quartieri più poveri di Londra.
L'unico rammarico? Il fatto che in Italia, il genere non riesca ad attecchire, e le poche serie arrivate in Italia, abbiano visto il loro declino già al secondo libro. Che peccato, perchè sono convinta che ci siano tantissimi lettori, che come me, adorano quelle  atmosfere cimiteriali, la superstizione e le credenze legate a fantasmi ed esoterismo, senza tralasciare le cupe e luride  ambientazioni londinesi, da Whitechapel all'East-end.
Per fortuna ogni tanto, un'autore italiano, ci regala una boccata di smog vittoriano, e così noi amanti del genere, possiamo nuovamente tornare in qualche bettola malfamata, o tra le cripte di Highgate (o Brompton). Questa volta devo ringraziare Virginia De Winter, famosa creatrice dell'Ordine della Spada ( mea culpa non l'ho ancora letto  *__* ), che mi ha rapito senza pietà, catapultandomi nientemeno che dentro Highgate in una notte di luna piena. Grazie Virginia, per questa atmosfera gotica che tanto adoro, non so se sarò all'altezza di descrivere ciò che sei riuscita a trasmettermi, perchè ho trascorso due sere davvero indimenticabili, tra gentiluomini davvero irresistibili e affabili, con la battuta sempre pronta e capaci di ammaliare qualsiasi lettrice. Con i tuoi Bijoux De Deuil, hai coccolato la mia passione per questo genere, e mi hai ricordato, che non si finisce mai di imparare.
 

 
OSCURE GIOIE:
BIJOUX DE DEUIL
Virginia de Winter
 
Editore: Self-publishing
Autore: Virginia de Winter
Genere: romanzo gotico
Pagine: 260
Prezzo: 1.99
 
 
Trama
 
Nell'alta società di Londra si mormora che sia più bello di Dorian Gray e più cinico di suo zio, Lord Henry Wotton. E, in effetti, Sebastian Fane, conte di Darlington, potrebbe dare lezioni di dissolutezza a chiunque.
Durante la sua vita è sempre stato abituato a prendere ciò che vuole: infrange cuori maschili e femminili senza scrupolo alcuno, consumando le passioni con la medesima noncuranza che riserva alle sue sigarette. Ma il corso del suo destino è destinato a mutare quando, in una sordida taverna di Whitechapel, si troverà a incrociare le armi per difendere un giovane sconosciuto.
Raven Armitage è bello e sfuggente, con un accento francese e una voce melodiosa che rendono impossibile non cedere alle sue incantevoli menzogne. Per la prima volta nell'esistenza di Sebastian, sarà qualcun altro a imporre le regole del gioco, accendendo in lui una passione che minaccia di travolgerlo senza possibilità di scampo.
Nella Londra di fine Ottocento, divisa tra la tradizione della nobiltà e l'avvento del futuro, ha così inizio un'indagine pericolosa, una caccia all'uomo tra il lusso delle sale da ballo e lo squallore delle fumerie d'oppio, una lotta senza quartiere contro un nemico che si nutre della magia più oscura e che schiera ai suoi ordini un esercito di morti per arrivare a insidiare anche la vita di Sua Maestà la Regina...
Opinione

L'unico modo per resistere alle tentazioni, è cedervi.
Oscar Wilde

 
Certo che leggendo non si finisce mai di imparare... ora so anche che cosa è una slash-fiction, e tutto grazie a Virginia de Winter e le sue Oscure gioie. Questo magistrale romanzo dalle fosche tinte gotiche, è una fonte di cultura non indifferente! Perchè affonda la sua essenza nel romanzo gotico, utilizzando locations famose per la loro atmosfera inquietante, monili dal fascino superstizioso, e personaggi che dietro la facciata da damerini e gentiluomini, in realtà sono giovani in cerca della verità, anche se questa comporta credere in quello che non può esistere, che fa paura. Virginia de Winter ha creato tutto questo e di più.  Ha ornato la narrazione dell'altera figura di Dorian Gray, del suo fascino da bello e dannato, ma l'ha usato come brillante quanto eterea comparsa, come bellezza antagonista di Sebastian, personaggio davvero affascinante non solo per il suo lato estetico, ma soprattutto per quello interiore, capace di ammaliare il lettore con i suoi repentini quanto incomprensibili cambi d'umore. E il suo ammaliante rapporto con Raven, quel gioco di sguardi che valgono più di mille parole, i gesti a volte bruschi a volte teneri, che rendono speciale il loro rapporto. Non ho sentito neanche per un momento, la mancanza di una protagonista femminile.
 

Quando leggo storie del genere, non mi rendo conto di andare in apnea, di trattenere il respiro e diventare spettatore incorporeo dell'azione. Devo ringraziare Virginia, perchè se non avesse deciso di autopubblicarsi, non avrei mai letto questo cameo, non avrei mai assaporato l'atmosfera che adoro, e che purtroppo non è molto in voga nel nostro Paese. Inevitabile non affezionarsi ai personaggi, principalmente maschili, e tutti caratterialmente diversi, i due protagonisti Sebastian e Raven, ma anche i secondari quali Nathan e Colin. Arrivi alla fine senza renderti conto, e lo chiudi a malincuore, con la speranza che l'autrice ci dia presto un seguito. Credo che lo scopo di uno scrittore, sia quello di creare emozioni, di farti entrare sottopelle i suoi personaggi e, lasciarti una fastidiosa nostalgia al momento della chiusura, e Virginia è riuscita perfettamente nell'intento.
Il primo pensiero arrivata ad un terzo della lettura è stato che l'autrice sarebbe un'abile giocatrice di poker, astuta nel celare la sua mossa successiva, magistrale nel raccontare ma non troppo, lasciando al lettore la sana intuizione. A-d-o-r-o questo stile narrativo, questo rosolare il lettore, costringerlo ad immaginare il dettaglio, il passaggio cruciale.  
      

Vogliamo parlare delle briciole di cultura, lasciate abilmente dall'autrice lungo la narrazione? I gioielli da lutto vittoriani (Bijoux de Deuil), i cimiteri monumentali di Highgate e Brompton dove sono sepolti i più illustri scrittori e poeti del tempo? I quartieri più poveri come l'East-end e White-chapel, dove il valore della vita umana, valeva ben poco? Una scenografia davvero impeccabile, per un cast di personaggi magistralmente caratterizzati.
Il mio voto per questo romanzo è assolutamente alto, sperando di leggere ancora le avventure di questi indimenticabili personaggi.
Non so se vi ho incuriosito, ma vi consiglio di leggerlo, ne rimarrete affascinati!!!
 
 
L'autrice
 
CONSIGLIO ASSOLUTAMENTE DI VISITARE IL SUO SITO!!!
 
 
Dove troverete uno speciale sui cimiteri in cui è ambientato Oscure gioie !!!
(cliccando sull'iconetta adobe, potrete scaricare il pdf!!!)
 
 
Nella mia vita ho contribuito a commettere vilipendio su cadaveri di lingue già abbondantemente defunte come il greco e il latino; non contenta, anni dopo mi sono messa in testa di studiare russo con scarsi risultati in termini di conversazione e coprendomi invece di gloria quando si è trattato di scovare cantanti pop e soap opera dove recitavano ex glorie del pattinaggio.
Amo la tranquillità, le città poco caotiche, le passeggiate vicino alla spiaggia, e il mare più di ogni altra cosa; detesto il traffico, la confusione e il rumore delle macchine.
Siccome nella vita è importante la coerenza ovviamente abito a Roma.
Per questo motivo durante buona parte dell’anno non vedo spiagge né surfisti né bagnini a meno che io non sia molto, ma molto ubriaca, però Roma appaga completamente il mio senso estetico e in primavera ha un profumo meraviglioso.
Mi piace andare a ballare e in giro per il centro le notti d’estate; i mercati, le sale da tè, le mostre d’arte (cioè alla fine sempre la stessa mostra: Caravaggio quando ci vede entrare ormai saluta per primo…), andare all’Opera e alle Terme di Caracalla, a mangiare africano e giapponese e a fare vasche tra gli scaffali delle librerie e dei negozi di accessori luccicanti e pieni di strass.
Sempre se riesco a schiodarmi da casa, visto che sono terribilmente pigra: mi piace dormire e starmene su un divano con un libro abbastanza a lungo da confondermi col mobilio. Quando posso comincio le giornate in modalità vampiro: dormo di giorno ed esco a caccia di cibo al calare delle tenebre, solitamente diretta verso il primo arabo o il primo giapponese che scorgo nel buio. Per sfamarmi con sushi o kebab, non sangue umano.
Abito insieme a una deliziosa sorellina da guardia di piccola taglia che fa molto rumore quando deve difendere il territorio dai miei cappotti sparsi in ogni dove e indurmi a raccogliere le mie pezze ammucchiandole nella mia camera. Anche i miei genitori, fanaticamente impegnati nella crociata dell’ordine, tentano rapide incursioni per sistemare casa e riempire il frigorifero nel quale io tento vanamente di fare il deserto per non avere troppe tentazioni.
Vorrei un animaletto ma non riuscirei mai a badargli, quindi devo accontentarmi della sopracitata sorellina domestica anche se, in alternativa, potrei provare un pesce rosso da combattimento che almeno non ascolterebbe Bruce Springsteen a tutto volume. Abbiamo anche dodici piante da terrazzo che sopravvivono nonostante la sottoscritta a volte si metta in testa di fare qualcosa per coltivarle.
La violetta africana invece non è scampata all’ultima volta che ho cercato di innaffiarla, quindi pace all’anima sua.

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